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I Ragazzi di Odenberg di Pietro Acler

In Amici di Rileggo, Appuntamenti da non perdere, Eventi on novembre 10, 2009 at 4:28 pm

i_ragazzi_di_odenbergContinuano gli appuntamenti con la letteratura a Magazzino X. Pietro Acler, autore trentino ci presenta il suo romanzo: I Ragazzi di Odenberg. L’autore, introdotto e presentato da Maria Letizia Tonelli, ci parla del suo libro a Magazzino X (Via Torre d’Augusto 18/20, Trento), mercoledì 11 novembre alle ore 21.00.


Pietro Acler, autore trentino già cimentatosi con la scrittura per l’infanzia, propone ad un pubblico di adulti e ragazzi una storia difficile e dolce, ambientata in un Sudtirolo simbolo di contraddizioni universali. Si tratta di un lungo racconto ambientato in una piccola comunità altoatesina, nel paesino di Odenberg, località immaginaria e simbolica di un Sudtirolo mai di maniera. Protagonisti tre ragazzini che incrociano le loro giovanissime vite con eventi e complessità molto più grandi di loro. Sullo sfondo, e al tempo stesso motore dell’azione, la storia degli adulti che li circondano, più o meno consapevoli, più o meno ragionevoli, più o meno innocenti.

Un libro sulla parola e sul silenzio, sul dolore e sulla guarigione, sull’odio ed il rancore e sulla sua velenosa penetrazione nell’esistenza di ognuno; un libro sulla vendetta e il perdono, sulla cieca insensibilità e la bontà che riscatta, sulla rabbia e la ragionevolezza, sull’amicizia e la comprensione delle ragioni dell’altro, sul gioco o sul pianto, sulla natura e sull’umanità, sull’infanzia e la genitorialità, e su molto altro ancora. In una parola, sul conflitto irrisolto che abita i territori della nostra Heimat, di quella che sentiamo come nostra patria, che spesso coincide anche coi confini della nostra anima.

Una storia dal ritmo rapido, dalla tensione narrativa sempre perfetta, dalla costruzione sicura, dallo stile piano, asciutto, mai arido.

Il piccolo protagonista, Thomas, si muove tra le pieghe di eventi enormemente più grandi di lui come un piccolo investigatore, curioso e intelligente, che a poco a poco ricostruisce una verità che il mondo adulto, spesso mosso da sentimenti più infantili e primari dei suoi, intende celare, come la colpa di un peccato originale.

Tra le pagine del libro di Acler si trova raffigurata con estrema delicatezza e lucida consapevolezza una realtà difficile, quella di una vicinanza vissuta come convivenza forzata, raccontata con il curioso stupore di un ragazzino; un racconto ricco di grazia sognante da leggere ai bambini prima che chiudano gli occhi, una favola agrodolce raccontata agli adulti affinché finalmente li aprano.

Il Sudtirolo come teatro delle tensioni che spesso agitano le comunità degli uomini di ogni latitudine, ma soprattutto come simbolo e traguardo di una rispettosa e proficua convivenza, che sappia rendere vita quotidiana le migliori intenzioni.

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