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“Formule di sopravvivenza per un futuro rilancio”

In Attualità on aprile 26, 2012 at 4:20 pm

Andrea Viliani, perché la decisione di dimettersi a pochi giorni dalla scadenza del suo contratto?

Il mio contratto triennale è in scadenza il 4 aprile, quindi, invece di chiedere il rinnovo al Cda, ho ritenuto più sensato e più responsabile dire che vedo con favore l’eventualità di una possibile fusione e quindi contribuire con questo mio atto a creare le condizioni perché la fusione possa procedere in tempi brevi.

Per Lei che prospettive ci sono in visione della nuova gestione?

Io spero ci possa essere una rinomina per la gestione come curatore e ideatore di questo dipartimento e per le attività che si svolgeranno in questo spazio.

Quindi il polo in centro città a Trento rimarrà?

Condivido la posizione di Panizza di rimanere in centro, in quanto abbiamo le facoltà universitarie proprio qui vicino, economia, sociologia, giurisprudenza e tra poco aprirà anche la nuova facoltà di lettere. Per questo polo è molto importante la popolazione studentesca, ovviamente bisognerà differenziare l’offerta.

Qual è la sua visione, in questa “faccenda”?

Io credo che questa situazione si allargherà anche alle Civiche di tutta Italia in generale perché si trovano tutte in sofferenza a causa dei tagli alla cultura e sicuramente stanno riflettendo tutte sulle possibili soluzioni da adottare. Quello che sta succedendo è anche un’occasione per sperimentare, la soluzione che adotterà Trento è una formula di sopravvivenza, che però potrà essere anche una formula di rilancio e una nuova possibilità per reinventarsi. Spero che la situazione della Fondazione Galleria Civica di Trento possa essere una case history anche per il resto d’Italia, in modo che ognuno trovi una via attraverso soluzioni autoctone che partano dalla realtà del territorio in cui vivono.

Cosa farà da oggi?
 
Sono molto impegnato con Documenta di Kassel in Germania, una delle più importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea europee, per la quale sono consulente e cocuratore. È un bel progetto che mi permette di rimanere in contatto con il panorama delle nuove tendenze artistiche nel mondo.
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Due chiacchere con Thomas Pilati

In Attualità on novembre 28, 2011 at 8:32 pm

Da dove nasce l’idea e che tipo di percorso si vuole intrapprendere?

L’idea del progetto Oltre il Conflitto nasce dalla lettura del libro “Violenza e bellezza, il conflitto negli individui e nella società” di Luigi Pagliarani, psicoanalista, che si dedicò per molti anni alle ricerche sul tema della complessità conflittuale. L’autore si interroga se si è spenta l’immaginazione dell’individuo, se e come è possibile riaccenderla, ed egli richiama alla creatività, cioè esiste un sentimento dell’epoca, una sfida nelle cose, nei rapporti umani che, a saperla cogliere, può aiutare a realizzare ciò che lui chiama la “realtà dell’utopia”. Quello che possiamo fare quindi è cominciare a vedere quale possa essere il cammino per la trasformazione culturale richiesta. L’esposizione quindi nasce da queste riflessioni, dalla necessità di vedere le cose da un altro punto di vista, di generare curiosità intellettuale nell’individuo su un argomento come quello del conflitto che spesso diventa spettacolarizzazione.

Da quanto tempo ci state lavorando per realizzarla?

Due anni di lavoro, ma il grosso problema è stato trovare i finanziamenti come spesso succede per le iniziative culturali. Il progetto è stato da me ideato, ma è stato completamente realizzato da alcuni allievi del C.F.P. dell’Enaip Tesero e Villazzano  e dall’ Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche. Sono state diverse le competenze messe in gioco: gli allievi del settore legno del CFP Enaip Tesero si sono occupati di realizzare l’allestimento, mentre l’alberghiero ha gestito gli aspetti legati all’accoglienza e al vernissage. Per la parte illuminotecnica sono stati coinvolti gli operatori elettrici del settore industria-artigianato del CFP Enaip di Villazzano. La partecipazione dell’Istituto Pavoniano Artigianelli ha visto gli allievi coinvolti nello studio del catalogo e nella proposta grafica.
Il progetto Oltre il Conflitto che è stato realizzato con il contributo della Fondazione Caritro, dell’ Assessorato alla Cultura, Turismo e Giovani del Comune di Trento, ed ha previsto lo studio e la realizzazione di una serie di iniziative che ruotano attorno al tema dei conflitti contemporanei. In primis questa esposizione fotografica che presenta 40 immagini del fotoreporter Marco Longari, responsabile per l’Agence France Presse dell’Africa Orientale e del Medio Oriente, La realizzazione di una conferenza/dibattito e l’elaborazione grafica di uno catalogo.

Da quanto tempo gira la mostra e perche’ hai scelto proprio Longari per parlare di guerra, cosa ci offre il suo modo di interpretarla oggi?

E’ la prima volta che viene esposta.  L’esposizione fotografica presenta le più significative immagini della carriera di Marco Longari, e testimoniano i recenti e drammatici conflitti dall’Africa Settentrionale, dal Burundi all’Egitto. Abituati da una certa rappresentazione spettacolare del conflitto ho scelto Marco perchè è un fotografo che documenta una realtà della guerra che si allontana sempre più dalla nostra comprensione. L’immagine a cui siamo abituati, seppur realistica, non dice molto di quello che succede veramente tra le righe di un conflitto. Marco è un fotoreporter che potremmo definire “contro” la guerra e che si distingue perché preferisce stare “tra le pieghe del quotidiano”, a contatto di coloro che subiscono le conseguenze della cruda realtà dei combattimenti.
L’esposizione rimarrà alle Gallerie di Piedicastello di Trento dal 29 novembre 2011 al 6 gennaio 2012.

Dove vi siete conosciuti con Longari, cos avi unisce e come siete finiti a parlare di guerra, quale il contesto?

La conoscenza di Marco coincide con una tappa importante della mia vita. Marco lo stimo per la sua grande professionalità di fotoreporter e ho lavorato molto bene con lui  -le sue fotografie si possono vedere sui più importanti magazines internazionali- ma soprattutto lo stimo come amico, mi affascina ascoltarlo quando racconta le sue storie.

Puoi darmi qualche elemento in più sulla progettazione e sulla struttura architettonica della mostra?

Nella progettazione architettura ha voluto mettere in risalto l’aspetto della complesità conflittuale. L’allestimento prevede due colori sono predominanti, il nero ed il rosso. A questi due colori ho voluto dare un significato mitologico, il nero è Marte ed il rosso è Venere. Da Violenza e bellezza ricordo questa frase “la mitologia racconta di Venere e Marte, dei loro amplessi che misero al mondo cinque figli, dei quali uno si chiamava Spavento, un altro Terrore, la terza Armonia. L’Armonia è dunque sorella dello Spavento e del Terrore ed è figlia dell’incontro della dea dell’amore e del dio della guerra.”

Qual’e’ il vantaggio di proporre questa mostra proprio in una galleria sotto il dos Trento, emblema delle guerre mondiali nel nostro territorio?

Innanzitutto vorrei ringraziare la Fondazione Museo Storico del Trentino che ci ha permesso di realizzare questa iniziativa all’interno delle Gallerie di Piedicastello, in questi spazi emozionali che spesso definisco amniotici, particolarmente coinvolgenti.

Un tuo breve profilo, chi sei, dove vivi e di cosa ti occupi.

Mi sono laureato presso la facoltà di Architettura di Firenze.Nel 2000 ho studiato a Parigi e l’anno seguente ho collaborato con la Fondation Cartier pour l’art contemporain. Nel 2003 sono stato assistente per l’architetto Benoit Dupuis e l’artista Laura Lamiel. L’anno seguente ho svolto il Master in Art and Culture of Management della Tsm. Dal 2005 ho parteciapto a diversi progetti di ricerca sulle politiche urbane, sulla cultura e lo sviluppo territoriale in collaborazione con l’Università Concordia a Montreal, lo Iuav e la Téluq dell’Université du Québec à Montréal. Ho partecipato a un progetto per la Biennale de Montréal, e nel 2007 ho collaborato per la Biennale Internazionale di arte contemporanea Manifesta. Attualmente vivo e lavoro a Parigi, mi occupo di interior design, exhibit design e dell’organizzazione di eventi artistici e culturali.

Dal Festival dell’Economia un dibattito sul tema dell’acqua

In Attualità on giugno 12, 2011 at 4:09 pm

Acqua pubblica o privata o ….

Il dibattito organizzato durante il Festival dell’Economia di Trento sui pro e i contro del settore privato e pubblico della gestione dell’acqua ha dato spunti su cui riflettere e ha fatto emergere l’esistenza di una terza via dell’acqua. Ne hanno discusso Pier Angelo Mori (per il modello privato cooperativo) Claudio De Vincenti (pro privatizzazione) e Ugo Mattei (pro pubblico).

In Italia conosciamo solamente due modelli per la gestione dell’acqua, quello pubblico e quello privato, secondo Mori entrambi i modelli hanno dei pro e dei limiti.
Il modello pubblico presenta infatti inefficienza gestionale, un approccio non imprenditoriale alla gestione, bassa qualità del servizio, distorsione degli obiettivi, costi eccessivi di gestione, scarsa trasparenza della gestione economica e limiti finanziari. D’altro canto anche il modello privato presenta dei limiti nella debolezza del regolatore – questo modello prevede infatti un controllore pubblico che ne causa una debolezza strutturale con la possibilità di manipolare il regolatore da cui poi ne deriva il problema delle tariffe.
Questo e’ comunque un fenomeno mondiale e il pubblico percepisce questa correlazione e si oppone.
Inoltre, il privato non si prende impegni a lungo termine e non ci sono strumenti giuridici che impongano al privato di rimanere un determinato periodo di tempo. Mori, sull’esempio del modello privato in America Latina e in Gran Bretagna ha fatto notare come anche il modello privato soffra del problema di scarsa trasparenza e della
differenza su cosa producono i controllori. In entrambi i modelli vige un’ insufficiente partecipazione e responsabilità dei cittadini.
Mori comunque ci conforta affermando che esistono ottimi modelli pubblici e anche regolatori incisivi: “Il modello pubblico non e’ l’arcadia che immaginiamo, ma non e’ nemmeno vero che il modello privato si la panacea di tutti i mali”.
Esiste tuttavia un terzo modello, quello cooperativo in cui sono i cittadini ad associarsi dando vita ad un ‘ impresa privata cooperativa di utenza. Questo modello privato sociale non e’ lucrativo e il rischio del capitale e’ di tutti i soci, l’obiettivo non e’ il guadagno ma il servizio e si crea una sorta di autoregolazione.
Secondo la tesi di Mori questo modello può rispondere ai limiti degli altri due modelli. E’ una possibilità concreta anche se in Italia non si conosce perché fino ad un anno fa in Italia nessuno lo ha mai studiato visto che si tratta di un modello di scarso peso economico al momento attuale e quindi nessuno lo ha mai spinto.
Mori presenta l’oggettiva difficoltà nel fissare il modello da adottare e di base non esiste un modello che sia migliore dell’altro in tutti gli aspetti.

De Vincenti si dilunga sul tema del privato in maniera molto teorica fornendo comunque dei dati che fanno riflettere, ovvero l’Italia soffre di perdite idriche con un 32 per cento in media, di un 15 per cento in mancata copertura di fognatura, di un 30 per cento in mancata copertura di depurazione e di un 41 percento di mancata copertura del fabbisogno della popolazione.
Ugo Mattei, porta a sua volta in sala esempi specifici e, convinto del fatto che in Italia i due modelli pubblico e privato non possano essere scelti liberamente, afferma:
“Il passaggio da pubblico a privato e’ un’autostrada, mente il contrario e’ una stradina di montagna, perché non avremmo mai i soldi per ricomprarci le strutture e quindi sarebbe un punto di non ritorno”. Attraverso l’esempio del Monferrato, una zona in Piemonte ricca di acqua, Mattei porta alla luce delle problematiche inevitabili che incorrerebbero qualora al referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno, non vincesse il si. L’acquedotto del Monferrato fornisce l’acqua a una costellazione di case disperse, si tratta di un esempio di grande civiltà e profondamente ecologico, ma ampiamente sovvenzionato, in quanto lavora in perdita. Questo tipo di acquedotto non avrebbe nessunissima rilevanza per un’azienda privata, se non fosse perché nella zona la falda di acqua purissima porta un conflitto d’interesse con l’acqua in bottiglia.
Mattei conclude: “una gestione privata non e’ compatibile con i modelli comuni, se vogliamo pensare alle generazioni future”.

10 minuti per 10 articoli: Costituzione Italiana

In Attualità on novembre 13, 2010 at 12:41 pm

In questo momento di congiuntura politica ed economica, bisognerebbe prendersi 10 minuti per rileggere i principi fondamentali della Costituzione Italiana, bastano pochi articoli per fare il punto della situazione.

 

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8

 

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. [3]

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

Che fine fara’ il libro?

In Attualità on marzo 11, 2010 at 11:31 pm

Da un articolo pubblicato sull’ANSA si evince che il 2010 dovrebbe sancire il definitivo sorpasso della pubblicità sul web rispetto a quella veicolata su carta, inserendo in quest’ultima categoria non solo quotidiani e periodici ma anche opuscoli e volantini promozionali. Lo scenario è dipinto da uno studio della Outsell ed è riferito agli Stati Uniti, il mercato probabilmente più maturo nel passaggio all’editoria digitale.

Secondo Outsell la raccolta pubblicitaria sul web quest’anno dovrebbe raggiungere la cifra record di 119,6 miliardi di dollari segnando una ripresa importante sul 2009. Nello stesso periodo invece la raccolta pubblicitaria ‘cartacea’ dovrebbe fermarsi a 111,5 miliardi di dollari.

Il 2010 si annuncia particolarmente critico per i quotidiani che potrebbero registrare una contrazione dell’8,2% delle entrate pubblicitarie. Andranno invece in controtendenza i periodici che potrebbero registrare un incremento del valore delle inserzioni pari all’1,9%.

Ma Internet finirà per sostituire i libri? L’ipertesto multimediale rappresenta la nuova forma di letteratura? E allora perché agli intellettuali di solito non piace Internet?

Il tipico intellettuale “umanista” è reticente a dare importanza alla tecnologia, come se così facendo si privasse di prestigio e, in ultima analisi, anche di potere. In effetti, l’intellettuale è sempre contrario all’ultima tecnologia emergente, quasi avesse bisogno di un tempo più lungo di altre persone per non temerla ed assimilarla.

Inoltre credo che il piacere di sfogliare le pagine, tenere in mano un oggeto, conferisca al lettore un sentimento di possesso e di appartenenza essenziale al coinvolgimento emotivo nella lettura.

Me i nuovi media non sono per forza degli ostalcoli, questi possono essere vissuti e sfruttati come mezzi per facilitare la condivisione delle letture, l’acquisto, la pubblicazione. Nel video sottostante, girato durante la Fiera del Libro di Torino, si puo’ dare uno squardo a cosa ne pensano gli esperti:

aNobii: Gruppo: Dai che lo Rileggo!

In Attualità, Letteratura on agosto 19, 2009 at 4:47 pm

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Viaggio nel Salento

In Attualità on agosto 18, 2009 at 10:45 am

libri-in-spiaggiaSiamo scomparsi per una settimana per rilassarci in quella bellissima terra che è il Salento. Dopo aver visitato l’affascinante Lecce, culla del barocco italiano, ci siamo distesi sulle spiagge di Ugento, chiamate “le Maldive”, grazie alla loro sabbia chiara e al mare da favola che le bagna.

Da buoni librai, fra un bagno e l’altro, abbiamo dato una sbirciata alle letture che andavano per la maggiore sul bagnoasciuga. Fra le millecopie della “Gazzetta dello sport” e della “Settimane enigmisticha” abbiamo notato una buona schiera di lettori. Il genere che ha predominato è il thriller, Faletti con “Io sono Dio“, Zafon con “Il gioco dell’angelo” sono i più gettonati, ma anche Camilleri, Lucarelli, Grisham, Stephen King, Connely e Larson sono ben piazzati sulle spiagge in estate. Qualche signora persa nei romazi rosa e qualche signore intento nel sollevare mattoni di saggistica.

Per noi di Rileggo è stato bello veder sventolare tutte queste pagine al vento.

Il tuo genere preferito

In Attualità, Letteratura on luglio 26, 2009 at 10:36 am

È facile pubblicare un libro

In Amici di Rileggo, Attualità, Letteratura on luglio 24, 2009 at 9:56 am

scrivere 1  articoloQuanti di noi scrivono per passione e pensano che non riusciranno mai a pubblicare un libro?

Scrivere è un piacere unico e il sogno di ogni scrittore è vedere un giorno un proprio scritto nelle librerie.

Pubblicare un testo a costi ridotti senza legarsi strettamente ad un editore è possibile.

Esistono dei portali di vendita libri on line: Enrico Folci Editore e Farsi un Libro offrono la possibilità di pubblicare il proprio lavoro e Rileggo sarà felice di poter promuovere la tua opera con serate di presentazione del libro, letture del testo e vendita dello stesso!

Watchitoo: il nuovo social viewing

In Attualità on luglio 22, 2009 at 11:20 am

watchitoo_realtimesharingGuardare la tv a distanza insieme agli amici che vivono a Londra o a Madrid oggi si può ed è online. Si chiama Watchitoo, il nuovo servizio per la condivisione simultanea di video e chiacchiere via internet realizzato dalla Decima Ventures, un’azienda fondata da Rony Zarom nel 2001.

È sufficiente creare una stanza dedicata in Watchitoo e aprirla agli amici che si desidera invitare  e con i quali si disidera condividere la visione di un video e dialogare via chat, in conferenza, contemporaneamente!

La notizia è apparsa ieri su The New York Times.