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Dal Festival dell’Economia un dibattito sul tema dell’acqua

In Attualità on giugno 12, 2011 at 4:09 pm

Acqua pubblica o privata o ….

Il dibattito organizzato durante il Festival dell’Economia di Trento sui pro e i contro del settore privato e pubblico della gestione dell’acqua ha dato spunti su cui riflettere e ha fatto emergere l’esistenza di una terza via dell’acqua. Ne hanno discusso Pier Angelo Mori (per il modello privato cooperativo) Claudio De Vincenti (pro privatizzazione) e Ugo Mattei (pro pubblico).

In Italia conosciamo solamente due modelli per la gestione dell’acqua, quello pubblico e quello privato, secondo Mori entrambi i modelli hanno dei pro e dei limiti.
Il modello pubblico presenta infatti inefficienza gestionale, un approccio non imprenditoriale alla gestione, bassa qualità del servizio, distorsione degli obiettivi, costi eccessivi di gestione, scarsa trasparenza della gestione economica e limiti finanziari. D’altro canto anche il modello privato presenta dei limiti nella debolezza del regolatore – questo modello prevede infatti un controllore pubblico che ne causa una debolezza strutturale con la possibilità di manipolare il regolatore da cui poi ne deriva il problema delle tariffe.
Questo e’ comunque un fenomeno mondiale e il pubblico percepisce questa correlazione e si oppone.
Inoltre, il privato non si prende impegni a lungo termine e non ci sono strumenti giuridici che impongano al privato di rimanere un determinato periodo di tempo. Mori, sull’esempio del modello privato in America Latina e in Gran Bretagna ha fatto notare come anche il modello privato soffra del problema di scarsa trasparenza e della
differenza su cosa producono i controllori. In entrambi i modelli vige un’ insufficiente partecipazione e responsabilità dei cittadini.
Mori comunque ci conforta affermando che esistono ottimi modelli pubblici e anche regolatori incisivi: “Il modello pubblico non e’ l’arcadia che immaginiamo, ma non e’ nemmeno vero che il modello privato si la panacea di tutti i mali”.
Esiste tuttavia un terzo modello, quello cooperativo in cui sono i cittadini ad associarsi dando vita ad un ‘ impresa privata cooperativa di utenza. Questo modello privato sociale non e’ lucrativo e il rischio del capitale e’ di tutti i soci, l’obiettivo non e’ il guadagno ma il servizio e si crea una sorta di autoregolazione.
Secondo la tesi di Mori questo modello può rispondere ai limiti degli altri due modelli. E’ una possibilità concreta anche se in Italia non si conosce perché fino ad un anno fa in Italia nessuno lo ha mai studiato visto che si tratta di un modello di scarso peso economico al momento attuale e quindi nessuno lo ha mai spinto.
Mori presenta l’oggettiva difficoltà nel fissare il modello da adottare e di base non esiste un modello che sia migliore dell’altro in tutti gli aspetti.

De Vincenti si dilunga sul tema del privato in maniera molto teorica fornendo comunque dei dati che fanno riflettere, ovvero l’Italia soffre di perdite idriche con un 32 per cento in media, di un 15 per cento in mancata copertura di fognatura, di un 30 per cento in mancata copertura di depurazione e di un 41 percento di mancata copertura del fabbisogno della popolazione.
Ugo Mattei, porta a sua volta in sala esempi specifici e, convinto del fatto che in Italia i due modelli pubblico e privato non possano essere scelti liberamente, afferma:
“Il passaggio da pubblico a privato e’ un’autostrada, mente il contrario e’ una stradina di montagna, perché non avremmo mai i soldi per ricomprarci le strutture e quindi sarebbe un punto di non ritorno”. Attraverso l’esempio del Monferrato, una zona in Piemonte ricca di acqua, Mattei porta alla luce delle problematiche inevitabili che incorrerebbero qualora al referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno, non vincesse il si. L’acquedotto del Monferrato fornisce l’acqua a una costellazione di case disperse, si tratta di un esempio di grande civiltà e profondamente ecologico, ma ampiamente sovvenzionato, in quanto lavora in perdita. Questo tipo di acquedotto non avrebbe nessunissima rilevanza per un’azienda privata, se non fosse perché nella zona la falda di acqua purissima porta un conflitto d’interesse con l’acqua in bottiglia.
Mattei conclude: “una gestione privata non e’ compatibile con i modelli comuni, se vogliamo pensare alle generazioni future”.

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Trento è l’agorà dell’Economia

In Eventi on giugno 1, 2011 at 5:48 pm

“I confini della libertà economica” è il titolo della sesta edizione del Festival dell’Economia che si svolge a Trento dal 2 al 5 giugno 2011. Una tre giorni di incontri, dibattiti e riflessioni. “Non ci sono invitati di serie A e di serie B” – afferma Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival dell’Economia – “il festival è un’occasione di crescita culturale. Non ci sono tavole rotonde in cui relatori famosi parlano due minuti avendo solo il tempo di dire ovvietà, ma lezioni di piazza in cui l interazione col pubblico è sempre molto forte. Poi nelle strade si incontrano i relatori e si può parlare con loro, come in una grande agorà”, conclude l’economista italiano.

Il Festival dell’Economia di Trento permette a tutti di farsi un’idea sulle questioni complesse che definiscono i nuovi confini alla libera iniziativa privata che vengono posti in essere in diverse parti del pianeta. Si cerca di capirne la ragione, di metterne in luce gli effetti utilizzando, come sempre, le categorie, gli strumenti analitici degli economisti, ma chiedendo aiuto anche ad altre discipline, come il diritto e la filosofia. Saranno introdotti, come sempre, nuovi formati per le discussioni, a partire dai “pro” e dai “contro” in cui tutti i partecipanti verranno chiamati a pronunciarsi su questioni importanti e complesse, prima e dopo il confronto fra i diversi relatori. “Sarà un esperimento anche per valutare il valore aggiunto del Festival nel cambiare le percezioni, se non le opinioni, di quel pubblico sempre attento e informato che ormai da sei anni si ritrova a cavallo tra maggio e giugno in quella città straordinaria che è Trento”, spiega Boeri.

L’inaugurazione del Festival è prevista domani alle ore 15.00 al Castello del Buonconsiglio e come ogni anno saranno trattati temi di grande attualità che toccano la realtà quotidiana di ognuno di noi. Per quest’occasione saranno aperte sedi e luoghi di alcuni suggestivi palazzi di Trento, che normalmente rimangono chiusi ai cittadini e che si aprono per ospitare dibattiti e per immergersi con semplicità le difficili realtà economiche.

Il programma del Festival dell’Economia

 

Olê Olá Omí Mama

In Amici di Rileggo, Appuntamenti da non perdere, Eventi, Teatro on settembre 24, 2010 at 4:24 pm

acqua per bere, acqua per lavare, acqua per bagnarsi

quattro servette della Commedia dell’Arte che cantano, danzano e raccontano la vita quotidiana, accompagnate dalla presenza indissolubile dell’acqua con la quale lavano, preparano il caffè e si bagnano …

La Bottega Buffa CircoVacanti

25 SETTEMBRE 2010

ORE 22:00

al Civico 66 di Via San Martino a Trento